EMDR nel periodo perinatale: dalla gravidanza al postpartum. Cosa dice la ricerca nel 2026
EMDR in Gravidanza e nel Post Partum: Quando Può Essere Utile
Il periodo perinatale, che comprende la gravidanza e i primi mesi successivi al parto (postpartum), rappresenta una fase di profonda vulnerabilità psicologica per molte donne.
In questo arco di tempo possono emergere non solo traumi legati al parto o disturbi post-traumatici (PTSD), ma anche difficoltà emotive, ansia, depressione, sentimenti di inadeguatezza, sensi di colpa o esperienze relazionali complesse che richiedono un supporto psicologico mirato.
L’Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) è una psicoterapia strutturata originariamente sviluppata per il trattamento del PTSD, che utilizza la stimolazione bilaterale alternata (solitamente movimenti oculari) per facilitare l’elaborazione di esperienze disturbanti o bloccate sul piano emotivo.
Oggi numerose evidenze mostrano che l’EMDR può essere efficacemente impiegato anche nel periodo perinatale, non solo per traumi da parto o eventi traumatici specifici, ma più in generale per favorire la regolazione emotiva, ridurre l’ansia e la depressione, rafforzare il legame madre-bambino e sostenere la rielaborazione di esperienze stressanti e traumatiche pregresse.
L’applicazione dell’EMDR in gravidanza e nel postpartum, se condotta da professionisti formati e in collaborazione con le altre figure di riferimento medico-ostetriche, si configura quindi come una modalità terapeutica sicura, personalizzabile e clinicamente appropriata per accompagnare le donne in una delle transizioni più complesse e significative della vita.
Questo articolo si propone di analizzare le evidenze scientifiche disponibili da studi controllati randomizzati (RCT) e revisioni sistematiche sull’utilizzo dell’EMDR nel contesto perinatale.
Punti Chiave
- EMDR Postpartum Efficace: Evidenze solide (RCT) confermano l’efficacia dell’EMDR per il PTSD da parto.
- Riduzione Sintomi Traumatici: L’EMDR riduce significativamente i sintomi post-traumatici.
- Benefici Estesi: Migliora il legame madre-bambino e riduce ansia e depressione postpartum.
- Sicurezza Postpartum: Trattamento sicuro e ben tollerato nel periodo postpartum.
- Ricerca: la maggioranza degli studi sono focalizzati sul trauma da parto e la pauda da parto.
- Gravidanza Non Controindicazione: La gravidanza non è formalmente una controindicazione all’EMDR.

- EMDR in Gravidanza e nel Post Partum: Quando Può Essere Utile
- Punti Chiave
- Metodologia dell’analisi
- EMDR nel postpartum: evidenze consolidate
- EMDR in gravidanza: cosa sappiamo oggi su efficacia e sicurezza
- La valutazione del rischio individualizzata in gravidanza basata
- Linee guida internazionali e raccomandazioni
- Bibliografia
Metodologia dell’analisi
La presente analisi si basa su una revisione critica della letteratura scientifica disponibile, focalizzandosi su studi con elevato livello di evidenza. Sono state considerate tre principali tipologie di studi: randomized clinical trials (RCT), che rappresentano il gold standard per valutare l’efficacia degli interventi; studi di coorte, che forniscono dati sull’implementazione clinica real-world; e revisioni sistematiche, che sintetizzano i risultati di molteplici studi.
I criteri di valutazione adottati comprendono tre dimensioni fondamentali:
- la sicurezza del trattamento, valutata attraverso la rilevazione di eventi avversi;
- l’efficacia clinica, misurata attraverso la riduzione della sintomatologia post-traumatica e di altri outcome correlati;
- e i tassi di completamento del trattamento, considerati come indicatori indiretti di accettabilità e tollerabilità.
Gli studi analizzati sono stati identificati attraverso piattaforme di ricerca scientifica e comprendono pubblicazioni recenti del periodo 2019-2025.
È importante riconoscere fin da subito i limiti intrinseci della letteratura disponibile, caratterizzata da una significativa asimmetria tra la ricchezza di dati nel postpartum e la scarsità di evidenze dirette durante la gravidanza.
EMDR nel postpartum: evidenze consolidate
La ricerca sull’efficacia dell’EMDR nel postpartum si basa su una solida base di studi controllati randomizzati che hanno valutato l’intervento in donne con esperienze traumatiche legate al parto.
Studi controllati randomizzati (RCT)
Questi studi rappresentano il livello più elevato di evidenza scientifica e forniscono dati robusti sia sull’efficacia che sulla sicurezza del trattamento.
- Lo studio di Hendrix et al. (2025), pubblicato sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology, rappresenta uno dei contributi più recenti e significativi in questo campo. Questo RCT ha valutato l’efficacia dell’EMDR precoce nel postpartum per il trattamento delle esperienze traumatiche da parto. Il design dello studio ha confrontato un gruppo di donne che ha ricevuto EMDR con un gruppo di controllo che ha ricevuto cure standard, permettendo una valutazione rigorosa dell’efficacia specifica dell’intervento. Lo studio si è distinto per l’approccio tempestivo al trattamento, intervenendo nella fase precoce del postpartum quando i sintomi post-traumatici possono avere un impatto particolarmente significativo sul benessere materno e sulla relazione con il neonato.
- Un altro studio fondamentale è quello condotto da Chiorino et al. (2019), pubblicato su Psychology & Health. Questo studio pilota randomizzato ha valutato specificamente il protocollo EMDR Recent Birth Trauma, un protocollo adattato per affrontare il trauma da parto recente. Le caratteristiche metodologiche dello studio includevano una randomizzazione dei partecipanti e una valutazione sistematica degli outcome attraverso strumenti standardizzati. Il protocollo utilizzato rappresenta un’applicazione specifica dell’EMDR ottimizzata per le peculiarità del trauma perinatale, considerando la vicinanza temporale dell’evento traumatico e il contesto unico del parto.
Gli outcome primari valutati in questi studi si sono concentrati principalmente sulla riduzione dei sintomi di disturbo post-traumatico da stress (PTSD).
Entrambi gli studi hanno documentato riduzioni significative della sintomatologia post-traumatica nelle donne trattate con EMDR, con miglioramenti clinicamente rilevanti nei punteggi delle scale di valutazione del PTSD.
Questi risultati confermano l’efficacia specifica dell’EMDR nell’affrontare il nucleo sintomatologico del trauma in generale e anche del trauma da parto.
Gli outcome secondari hanno ampliato significativamente la comprensione dei benefici dell’EMDR nel postpartum. Gli studi hanno evidenziato miglioramenti nella sintomatologia depressiva, frequentemente associata al trauma da parto e al PTSD postpartum. Particolare attenzione è stata dedicata alla riduzione della paura del parto (tokofobia), un aspetto cruciale per le donne che potrebbero affrontare future gravidanze.
Inoltre, e forse ancora più rilevante dal punto di vista clinico, gli studi hanno documentato miglioramenti nelle difficoltà di bonding madre-bambino, suggerendo che il trattamento del trauma materno possa avere effetti positivi sulla qualità della relazione precoce con il neonato.
Studi di coorte e implementazione clinica
Oltre agli studi controllati randomizzati, la letteratura scientifica include importanti contributi provenienti da studi di coorte che hanno valutato l’implementazione dell’EMDR in contesti clinici reali. Questi studi forniscono una prospettiva complementare essenziale, in quanto documentano l’efficacia e la fattibilità del trattamento al di fuori delle condizioni altamente controllate dei trial clinici.
Lo studio di Kranenburg et al. (2022), pubblicato su Frontiers in Psychology, rappresenta un contributo particolarmente rilevante in questo ambito. Questo studio ha documentato l’implementazione di un programma strutturato di trattamento EMDR specificamente dedicato a donne con disturbo post-traumatico da stress dopo il parto. L’approccio implementativo adottato ha permesso di valutare come l’EMDR possa essere integrato efficacemente nei percorsi di cura esistenti per le donne nel periodo postpartum, fornendo indicazioni preziose sulla traduzione delle evidenze scientifiche nella pratica clinica quotidiana. Il programma ha coinvolto un numero significativo di donne, permettendo di raccogliere dati robusti sull’efficacia del trattamento in un setting naturalistico.
I dati real-world raccolti da questo e da altri studi di coorte confermano sostanzialmente i risultati emersi dagli RCT, dimostrando che l’efficacia dell’EMDR si mantiene anche quando il trattamento viene erogato in condizioni cliniche standard.
Le riduzioni sintomatologiche osservate nei contesti real-world sono state paragonabili a quelle documentate negli studi controllati, suggerendo che i benefici dell’EMDR non dipendono dalle condizioni artificiali dei trial clinici ma si traducono efficacemente nella pratica assistenziale. Questa coerenza tra efficacy (efficacia in condizioni controllate) ed effectiveness (efficacia in condizioni reali) rappresenta un elemento cruciale per raccomandare l’implementazione diffusa del trattamento.
Un aspetto particolarmente incoraggiante emerso dagli studi di implementazione riguarda i tassi di completamento elevati del trattamento. Sia lo studio di Kranenburg et al. (2022) che altri studi inclusi nelle revisioni sistematiche hanno riportato che la maggior parte delle donne che iniziano il trattamento EMDR lo completano con successo. Questi alti tassi di completamento sono significativi per molteplici ragioni:
- primo, rappresentano un indicatore indiretto della buona tollerabilità del trattamento e dell’assenza di effetti avversi che potrebbero portare all’interruzione;
- secondo, suggeriscono che le donne trovano il trattamento accettabile e coerente con le loro esigenze nel delicato periodo postpartum;
- terzo, dal punto di vista clinico, garantiscono che le pazienti ricevano una dose terapeutica adeguata dell’intervento, massimizzando le probabilità di beneficio clinico.
Le implicazioni per l’applicabilità clinica derivanti da questi studi sono molteplici e rilevanti. I dati di implementazione dimostrano che l’EMDR può essere integrato con successo nei servizi di salute mentale perinatale esistenti, senza richiedere modifiche strutturali sostanziali ai percorsi di cura. La fattibilità dell’implementazione, combinata con gli alti tassi di completamento e l’efficacia documentata, supporta fortemente la diffusione di programmi EMDR dedicati alle donne con trauma postpartum.
Revisioni sistematiche
Le revisioni sistematiche rappresentano il livello più elevato della piramide delle evidenze, in quanto sintetizzano e valutano criticamente i risultati provenienti da molteplici studi primari, fornendo una visione d’insieme della letteratura disponibile su un determinato intervento.
La revisione sistematica di Doherty et al. (2025), pubblicata su Frontiers in Global Women’s Health, costituisce uno dei contributi più recenti e completi sulla tematica. Questa revisione ha esaminato sistematicamente l’efficacia dell’EMDR per i sintomi post-traumatici correlati al parto, con particolare attenzione a tre dimensioni fondamentali: l’efficacia clinica del trattamento, la durata necessaria dell’intervento e i tassi di completamento. L’analisi ha incluso studi con diversi design metodologici, permettendo di valutare la robustezza delle evidenze attraverso molteplici fonti.
I risultati della revisione hanno confermato che l’EMDR produce riduzioni significative e clinicamente rilevanti dei sintomi post-traumatici nelle donne che hanno vissuto esperienze traumatiche durante il parto, con effetti che si mantengono nel tempo.
Un elemento particolarmente rassicurante emerso dalle revisioni sistematiche riguarda l’assenza di evidenze di danno associato al trattamento EMDR nel postpartum. Tanto la revisione di Doherty et al. (2025) quanto quella di Kranenburg et al. (2022) hanno condotto analisi sistematiche della sicurezza del trattamento, esaminando attentamente i dati relativi a eventi avversi, drop-out per ragioni di sicurezza e potenziali effetti negativi dell’EMDR (che comunque posso presentarsi in alcune condizioni specifiche). Nessuna delle revisioni ha identificato segnali di allarme o pattern di danno associati all’utilizzo dell’EMDR in questa popolazione. L’assenza di eventi avversi seri documentati negli studi esaminati fornisce una base solida per considerare l’EMDR come un trattamento sicuro per le donne nel periodo postpartum, un elemento essenziale quando si considerano interventi in una fase di particolare vulnerabilità.
Le revisioni sistematiche forniscono un supporto inequivocabile all’uso dell’EMDR nel trauma postpartum. La convergenza delle evidenze provenienti da studi indipendenti, condotti in diversi contesti geografici e culturali, rafforza la validità esterna dei risultati e suggerisce che l’efficacia dell’EMDR non sia limitata a specifiche popolazioni o setting clinici. Le revisioni hanno inoltre evidenziato che l’EMDR si allinea con le raccomandazioni delle principali linee guida internazionali, incluse quelle del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), che riconoscono l’EMDR come trattamento di prima linea per il disturbo post-traumatico da stress, compreso quello di origine perinatale.
Un aspetto metodologicamente rilevante emerso dalle revisioni è la coerenza dei risultati tra diversi studi. Nonostante le inevitabili differenze nei protocolli specifici utilizzati, nelle caratteristiche delle popolazioni studiate e nei contesti di implementazione, gli studi inclusi nelle revisioni sistematiche hanno mostrato una sostanziale omogeneità nei risultati. Questa consistenza rafforza la fiducia nell’efficacia dell’EMDR e riduce la probabilità che i risultati positivi osservati siano dovuti a bias metodologici o a caratteristiche idiosincratiche di singoli studi. La replicabilità dei risultati attraverso diverse ricerche indipendenti rappresenta un criterio fondamentale per stabilire l’evidenza scientifica di un trattamento e, in questo caso, supporta fortemente la validità delle conclusioni sull’efficacia e sicurezza dell’EMDR nel trattamento del trauma postpartum.

EMDR in gravidanza: cosa sappiamo oggi su efficacia e sicurezza
Per molti anni l’utilizzo dell’EMDR durante la gravidanza è stato considerato un ambito caratterizzato da evidenze limitate.
Negli ultimi anni, tuttavia, il quadro scientifico si è progressivamente arricchito grazie alla pubblicazione di studi prospettici, trial controllati randomizzati e revisioni sistematiche che hanno valutato sia l’efficacia sia la sicurezza dell’intervento psicoterapeutico durante la gestazione.
Stato attuale delle evidenze
Le conoscenze disponibili suggeriscono che l’EMDR possa essere utilizzato durante la gravidanza senza particolari criticità di sicurezza e che possa rappresentare una valida opzione terapeutica per donne che presentano paura del parto (Fear of Childbirth, FoC), sintomi post-traumatici correlati a precedenti esperienze ostetriche o altri disturbi traumatici preesistenti.
L’evidenza più robusta proviene dal trial multicentrico randomizzato OptiMUM, che ha coinvolto donne gravide con grave paura del parto. In questo studio le partecipanti hanno ricevuto fino a tre sedute di EMDR tra l’ottava e la ventesima settimana di gestazione oppure le cure ostetriche abitualmente previste.
Entrambi i gruppi hanno mostrato una marcata riduzione della paura del parto nel corso della gravidanza; circa il 72% delle donne trattate con EMDR e il 60% delle donne in trattamento abituale non soddisfacevano più i criteri per una grave paura del parto al termine dell’intervento.
Sebbene l’EMDR non abbia dimostrato una superiorità statisticamente significativa rispetto alle cure standard, i risultati indicano che il trattamento è clinicamente efficace e ben tollerato durante la gravidanza.
Ulteriori dati provengono da studi condotti su popolazioni particolarmente vulnerabili. Ad esempio, nelle donne che affrontavano una nuova gravidanza dopo una precedente morte intrauterina fetale (Stillbirth), anche una singola sessione di EMDR ha determinato una significativa riduzione dell’ansia correlata al parto rispetto alle cure convenzionali.
Sicurezza materna e fetale
Uno degli aspetti più rilevanti emersi dalla letteratura recente riguarda la sicurezza dell’intervento. Nel trial OptiMUM non sono stati osservati aumenti di eventi avversi psicologici, peggioramenti clinicamente significativi dei sintomi, maggior rischio suicidario o tassi di abbandono superiori rispetto al gruppo di controllo.
L’EMDR è risultato quindi psicologicamente sicuro durante la gravidanza.
Anche gli esiti ostetrici sono risultati rassicuranti. Un’analisi successiva dello stesso campione non ha evidenziato effetti negativi sull’andamento della gravidanza, sul feto o sulle modalità di parto. I tassi di taglio cesareo sono risultati sovrapponibili tra i gruppi e, curiosamente, le donne trattate con EMDR hanno mostrato una minore probabilità di richiedere un’induzione del travaglio in assenza di indicazioni mediche.
Inoltre, una revisione sistematica dedicata ai trattamenti del disturbo post-traumatico in gravidanza ha rilevato che le terapie focalizzate sul trauma, inclusa l’EMDR, sono associate a un miglioramento dei sintomi post-traumatici senza segnalazioni di eventi avversi ostetrici gravi. Gli autori sottolineano tuttavia che la qualità metodologica complessiva degli studi disponibili rimane ancora moderata o bassa.
Limiti delle conoscenze attuali
Nonostante questi dati incoraggianti, alcune importanti limitazioni persistono. Il numero di studi rimane relativamente contenuto e gran parte della ricerca si è concentrata sulla paura del parto o sul trauma legato a precedenti esperienze ostetriche, mentre sono ancora scarse le evidenze riguardanti donne gravide con PTSD derivante da traumi non ostetrici.
Inoltre, sebbene i dati disponibili non abbiano evidenziato segnali di rischio per madre o feto, sono necessari ulteriori studi randomizzati di grandi dimensioni per confermare i risultati e definire con maggiore precisione quali pazienti possano beneficiare maggiormente del trattamento durante la gestazione.
Conclusioni cliniche
Alla luce delle evidenze attualmente disponibili, la gravidanza non può essere considerata una controindicazione all’EMDR.
Gli studi su EMDR in gravidanza e nel periodo perinatale sono ancora relativamente pochi, ma i dati disponibili indicano che, se ben condotto, è un trattamento sicuro e potenzialmente efficace per paura del parto e traumi legati alla gravidanza/parto.
La valutazione del rischio individualizzata in gravidanza basata
Le più recenti evidenze scientifiche indicano che l’EMDR può essere utilizzato durante la gravidanza senza particolari criticità di sicurezza e rappresenta una possibile opzione terapeutica per donne che presentano paura del parto, sintomi post-traumatici correlati a precedenti esperienze ostetriche o altri disturbi traumatici clinicamente significativi.
A differenza di quanto si riteneva in passato, oggi non ci troviamo più in una situazione di totale assenza di dati. Studi prospettici, trial randomizzati e revisioni sistematiche hanno infatti iniziato a documentare sia l’efficacia sia la sicurezza dell’EMDR durante la gestazione. In particolare, il trial multicentrico OptiMUM non ha evidenziato un aumento di eventi avversi psicologici, complicanze ostetriche o esiti fetali sfavorevoli nelle donne sottoposte a trattamento EMDR rispetto alle cure abitualmente offerte.
È inoltre significativo che la gravidanza non venga indicata come controindicazione nelle principali linee guida internazionali dedicate all’EMDR e al trattamento dei disturbi traumatici. Tale posizione appare coerente con il meccanismo d’azione della terapia, che non prevede l’impiego di farmaci né procedure invasive, e con i dati di sicurezza disponibili fino ad oggi.
L’approccio dell’Individualized Risk Assessment
Alla luce delle conoscenze attuali, l’approccio più appropriato rimane quello della valutazione individualizzata del rischio (“individualized risk assessment”), oggi ampiamente adottato nella medicina perinatale.
Ogni decisione terapeutica dovrebbe tenere conto di diversi elementi:
- la gravità e la persistenza dei sintomi traumatici o ansiosi;
- l’impatto sul funzionamento personale, familiare e lavorativo;
- la presenza di comorbidità psichiatriche, mediche o ostetriche;
- la storia traumatica della paziente;
- l’epoca gestazionale;
- le preferenze, i valori e le aspettative della donna;
- la disponibilità di altre opzioni terapeutiche appropriate;
- l’esperienza del terapeuta nella gestione di pazienti in gravidanza.
L’obiettivo non è stabilire se l’EMDR sia universalmente indicato o controindicato in gravidanza, ma valutare se, in quella specifica situazione clinica, i benefici attesi del trattamento siano superiori ai potenziali rischi o alle incertezze residue.
Un approccio centrato sulla persona
La decisione terapeutica dovrebbe svilupparsi all’interno di una solida alleanza terapeutica e di un processo di consenso informato condiviso. La paziente deve essere adeguatamente informata sia delle evidenze disponibili sia dei limiti della ricerca attuale, così da poter partecipare attivamente alle scelte che riguardano la propria salute mentale e quella del bambino.
Quando necessario, il trattamento dovrebbe inoltre inserirsi in un modello multidisciplinare che favorisca la collaborazione tra psicoterapeuta, psichiatra, ginecologo, ostetrica e altri professionisti coinvolti nella presa in carico.
L’importanza di un training adeguato dei professionisti, come quello garantito in Italia dalla Associazione EMDR Italia, rappresenta un prerequisito essenziale per l’implementazione sicura ed efficace dell’EMDR nel contesto perinatale, garantendo l’applicazione di protocolli appropriati e la gestione delle specificità cliniche di questa popolazione.
Alla luce delle evidenze oggi disponibili, l’EMDR può quindi essere considerato una possibile opzione terapeutica durante la gravidanza quando clinicamente indicato, all’interno di un percorso personalizzato che tenga conto della complessità della situazione individuale e del bilanciamento tra benefici attesi e rischi realisticamente documentati.
Linee guida internazionali e raccomandazioni
Le principali organizzazioni sanitarie internazionali hanno progressivamente riconosciuto l’EMDR come intervento evidence-based per il trattamento del disturbo post-traumatico da stress, incluse le manifestazioni nel contesto perinatale.
Il NICE (National Institute for Health and Care Excellence) raccomanda esplicitamente l’EMDR come trattamento di prima linea per il PTSD, posizionandolo sullo stesso livello della terapia cognitivo-comportamentale trauma-focused. Queste raccomandazioni si estendono al PTSD perinatale, riconoscendo la specificità e la rilevanza clinica del trauma legato alla gravidanza e al parto.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha similmente incluso l’EMDR tra le psicoterapie raccomandate per il PTSD, con riferimenti specifici alla sua applicabilità nel trauma postpartum. Come documentato da Kranenburg et al. (2022) e Doherty et al. (2025), queste raccomandazioni internazionali forniscono una base autorevole per l’implementazione clinica dell’EMDR nei servizi di salute mentale perinatale.
Anche le rentissime linee guida per il trattamento del disturbo da stress post-traumatico pubblicate dall’American Psychological Association includono la terapia EMDR come trattamento in vari contesti in tutte le linee guida.
Un aspetto particolarmente rilevante è l’assenza di controindicazioni specifiche per il periodo perinatale nelle linee guida internazionali. Né il NICE né la WHO identificano la gravidanza o il postpartum come condizioni che precludano l’utilizzo dell’EMDR, suggerendo che, sulla base delle evidenze disponibili e del meccanismo d’azione del trattamento, non esistano preoccupazioni sistematiche relative alla sicurezza in queste fasi.
Bibliografia
Baas, M., Stramrood, C., Dijksman, L. M., Jongh, A., & Pampus, M. V. (2017). The OptiMUM-study: EMDR therapy in pregnant women with posttraumatic stress disorder after previous childbirth and pregnant women with fear of childbirth: design of a multicentre randomized controlled trial. European Journal of Psychotraumatology, 8. https://doi.org/10.1080/20008198.2017.1293315
Sandström, M., Wiberg, B., Wikman, M., Willman, A., & Högberg, U. (2008). A pilot study of eye movement desensitisation and reprocessing treatment (EMDR) for post-traumatic stress after childbirth.. Midwifery, 24 1, 62-73. https://doi.org/10.1016/J.MIDW.2006.07.008
Hendrix, Y., Van Pampus, M., Hofman, A., Henrichs, J., Van Der Horst, H., & De Jongh, A. (2025). Treatment of Traumatic Birth Experience with Postpartum Early Eye Movement Desensitization and Reprocessing Therapy: A Randomized Clinical Trial.. American journal of obstetrics and gynecology. https://doi.org/10.1016/j.ajog.2025.07.051
O’Donovan, S., Ward, L., & Melia, R. (2025). Scoping review protocol of the use of eye movement desensitisation and reprocessing in the treatment of birth trauma. BMJ Open, 15. https://doi.org/10.1136/bmjopen-2025-099751
Doherty, A., Nagle, U., Doyle, J., & Duffy, R. (2025). Eye movement desensitisation and reprocessing for childbirth-related post-traumatic stress symptoms: effectiveness, duration and completion. Frontiers in Global Women’s Health, 6. https://doi.org/10.3389/fgwh.2025.1487799
Chiorino, V., Cattaneo, M., Macchi, E., Salerno, R., Roveraro, S., Bertolucci, G., Mosca, F., Fumagalli, M., Cortinovis, I., Carletto, S., & Fernández, I. (2019). The EMDR Recent Birth Trauma Protocol: a pilot randomised clinical trial after traumatic childbirth. Psychology & Health, 35, 795 – 810. https://doi.org/10.1080/08870446.2019.1699088
Kranenburg, L., Bijma, H., Eggink, A., Knijff, E., & Berg, M. (2022). Implementing an Eye Movement and Desensitization Reprocessing Treatment-Program for Women With Posttraumatic Stress Disorder After Childbirth. Frontiers in Psychology, 12. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2021.797901



