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EMDR nel periodo perinatale dalla gravidanza al postpartum. Cosa dice la scienza nel 2025

EMDR nel periodo perinatale: dalla gravidanza al postpartum. Cosa dice la scienza nel 2025

Il periodo perinatale, che comprende la gravidanza e i primi mesi successivi al parto (postpartum), rappresenta una fase di profonda vulnerabilità psicologica per molte donne.

In questo arco di tempo possono emergere non solo traumi legati al parto o disturbi post-traumatici (PTSD), ma anche difficoltà emotive, ansia, depressione, sentimenti di inadeguatezza, sensi di colpa o esperienze relazionali complesse che richiedono un supporto psicologico mirato.

L’Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) è una psicoterapia strutturata originariamente sviluppata per il trattamento del PTSD, che utilizza la stimolazione bilaterale alternata (solitamente movimenti oculari) per facilitare l’elaborazione di esperienze disturbanti o bloccate sul piano emotivo.

Oggi numerose evidenze mostrano che l’EMDR può essere efficacemente impiegato anche nel periodo perinatale, non solo per traumi da parto o eventi traumatici specifici, ma più in generale per favorire la regolazione emotiva, ridurre l’ansia e la depressione, rafforzare il legame madre-bambino e sostenere la rielaborazione di esperienze stressanti e traumatiche pregresse.

L’applicazione dell’EMDR in gravidanza e nel postpartum, se condotta da professionisti formati e in collaborazione con le altre figure di riferimento medico-ostetriche, si configura quindi come una modalità terapeutica sicura, personalizzabile e clinicamente appropriata per accompagnare le donne in una delle transizioni più complesse e significative della vita.

Questo articolo si propone di analizzare le evidenze scientifiche disponibili da studi controllati randomizzati (RCT) e revisioni sistematiche sull’utilizzo dell’EMDR nel contesto perinatale. 0

Punti Chiave

  • EMDR Postpartum Efficace: Evidenze solide (RCT) confermano l’efficacia dell’EMDR per il PTSD da parto.
  • Riduzione Sintomi Traumatici: L’EMDR riduce significativamente i sintomi post-traumatici.
  • Benefici Estesi: Migliora il legame madre-bambino e riduce ansia e depressione postpartum.
  • Sicurezza Postpartum: Trattamento sicuro e ben tollerato nel periodo postpartum.
  • Ricerca Scarsa in Gravidanza: Mancano studi RCT sull’uso dell’EMDR durante la gravidanza.
  • Gravidanza Non Controindicazione: La gravidanza non è formalmente una controindicazione all’EMDR.
  • Cautela in Gravidanza: L’applicazione in gravidanza richiede una valutazione caso per caso per il beneficio materno.
EMDR in gravidanza e postpartum evidenze scientifiche

Metodologia dell’analisi

La presente analisi si basa su una revisione critica della letteratura scientifica disponibile, focalizzandosi su studi con elevato livello di evidenza. Sono state considerate tre principali tipologie di studi: randomized clinical trials (RCT), che rappresentano il gold standard per valutare l’efficacia degli interventi; studi di coorte, che forniscono dati sull’implementazione clinica real-world; e revisioni sistematiche, che sintetizzano i risultati di molteplici studi.

I criteri di valutazione adottati comprendono tre dimensioni fondamentali:

  • la sicurezza del trattamento, valutata attraverso la rilevazione di eventi avversi;
  • l’efficacia clinica, misurata attraverso la riduzione della sintomatologia post-traumatica e di altri outcome correlati;
  • e i tassi di completamento del trattamento, considerati come indicatori indiretti di accettabilità e tollerabilità.

Gli studi analizzati sono stati identificati attraverso piattaforme di ricerca scientifica e comprendono pubblicazioni recenti del periodo 2019-2025.

È importante riconoscere fin da subito i limiti intrinseci della letteratura disponibile, caratterizzata da una significativa asimmetria tra la ricchezza di dati nel postpartum e la scarsità di evidenze dirette durante la gravidanza.

EMDR nel postpartum: evidenze consolidate

La ricerca sull’efficacia dell’EMDR nel postpartum si basa su una solida base di studi controllati randomizzati che hanno valutato l’intervento in donne con esperienze traumatiche legate al parto.

Studi controllati randomizzati (RCT)

Questi studi rappresentano il livello più elevato di evidenza scientifica e forniscono dati robusti sia sull’efficacia che sulla sicurezza del trattamento.

  • Lo studio di Hendrix et al. (2025), pubblicato sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology, rappresenta uno dei contributi più recenti e significativi in questo campo. Questo RCT ha valutato l’efficacia dell’EMDR precoce nel postpartum per il trattamento delle esperienze traumatiche da parto. Il design dello studio ha confrontato un gruppo di donne che ha ricevuto EMDR con un gruppo di controllo che ha ricevuto cure standard, permettendo una valutazione rigorosa dell’efficacia specifica dell’intervento. Lo studio si è distinto per l’approccio tempestivo al trattamento, intervenendo nella fase precoce del postpartum quando i sintomi post-traumatici possono avere un impatto particolarmente significativo sul benessere materno e sulla relazione con il neonato.
  • Un altro studio fondamentale è quello condotto da Chiorino et al. (2019), pubblicato su Psychology & Health. Questo studio pilota randomizzato ha valutato specificamente il protocollo EMDR Recent Birth Trauma, un protocollo adattato per affrontare il trauma da parto recente. Le caratteristiche metodologiche dello studio includevano una randomizzazione dei partecipanti e una valutazione sistematica degli outcome attraverso strumenti standardizzati. Il protocollo utilizzato rappresenta un’applicazione specifica dell’EMDR ottimizzata per le peculiarità del trauma perinatale, considerando la vicinanza temporale dell’evento traumatico e il contesto unico del parto.

Gli outcome primari valutati in questi studi si sono concentrati principalmente sulla riduzione dei sintomi di disturbo post-traumatico da stress (PTSD).

Entrambi gli studi hanno documentato riduzioni significative della sintomatologia post-traumatica nelle donne trattate con EMDR, con miglioramenti clinicamente rilevanti nei punteggi delle scale di valutazione del PTSD.

Questi risultati confermano l’efficacia specifica dell’EMDR nell’affrontare il nucleo sintomatologico del trauma in generale e anche del trauma da parto.

Gli outcome secondari hanno ampliato significativamente la comprensione dei benefici dell’EMDR nel postpartum. Gli studi hanno evidenziato miglioramenti nella sintomatologia depressiva, frequentemente associata al trauma da parto e al PTSD postpartum. Particolare attenzione è stata dedicata alla riduzione della paura del parto (tokofobia), un aspetto cruciale per le donne che potrebbero affrontare future gravidanze.

Inoltre, e forse ancora più rilevante dal punto di vista clinico, gli studi hanno documentato miglioramenti nelle difficoltà di bonding madre-bambino, suggerendo che il trattamento del trauma materno possa avere effetti positivi sulla qualità della relazione precoce con il neonato.

Studi di coorte e implementazione clinica

Oltre agli studi controllati randomizzati, la letteratura scientifica include importanti contributi provenienti da studi di coorte che hanno valutato l’implementazione dell’EMDR in contesti clinici reali. Questi studi forniscono una prospettiva complementare essenziale, in quanto documentano l’efficacia e la fattibilità del trattamento al di fuori delle condizioni altamente controllate dei trial clinici.

Lo studio di Kranenburg et al. (2022), pubblicato su Frontiers in Psychology, rappresenta un contributo particolarmente rilevante in questo ambito. Questo studio ha documentato l’implementazione di un programma strutturato di trattamento EMDR specificamente dedicato a donne con disturbo post-traumatico da stress dopo il parto. L’approccio implementativo adottato ha permesso di valutare come l’EMDR possa essere integrato efficacemente nei percorsi di cura esistenti per le donne nel periodo postpartum, fornendo indicazioni preziose sulla traduzione delle evidenze scientifiche nella pratica clinica quotidiana. Il programma ha coinvolto un numero significativo di donne, permettendo di raccogliere dati robusti sull’efficacia del trattamento in un setting naturalistico.

I dati real-world raccolti da questo e da altri studi di coorte confermano sostanzialmente i risultati emersi dagli RCT, dimostrando che l’efficacia dell’EMDR si mantiene anche quando il trattamento viene erogato in condizioni cliniche standard.

Le riduzioni sintomatologiche osservate nei contesti real-world sono state paragonabili a quelle documentate negli studi controllati, suggerendo che i benefici dell’EMDR non dipendono dalle condizioni artificiali dei trial clinici ma si traducono efficacemente nella pratica assistenziale. Questa coerenza tra efficacy (efficacia in condizioni controllate) ed effectiveness (efficacia in condizioni reali) rappresenta un elemento cruciale per raccomandare l’implementazione diffusa del trattamento.

Un aspetto particolarmente incoraggiante emerso dagli studi di implementazione riguarda i tassi di completamento elevati del trattamento. Sia lo studio di Kranenburg et al. (2022) che altri studi inclusi nelle revisioni sistematiche hanno riportato che la maggior parte delle donne che iniziano il trattamento EMDR lo completano con successo. Questi alti tassi di completamento sono significativi per molteplici ragioni:

  • primo, rappresentano un indicatore indiretto della buona tollerabilità del trattamento e dell’assenza di effetti avversi che potrebbero portare all’interruzione;
  • secondo, suggeriscono che le donne trovano il trattamento accettabile e coerente con le loro esigenze nel delicato periodo postpartum;
  • terzo, dal punto di vista clinico, garantiscono che le pazienti ricevano una dose terapeutica adeguata dell’intervento, massimizzando le probabilità di beneficio clinico.

Le implicazioni per l’applicabilità clinica derivanti da questi studi sono molteplici e rilevanti. I dati di implementazione dimostrano che l’EMDR può essere integrato con successo nei servizi di salute mentale perinatale esistenti, senza richiedere modifiche strutturali sostanziali ai percorsi di cura. La fattibilità dell’implementazione, combinata con gli alti tassi di completamento e l’efficacia documentata, supporta fortemente la diffusione di programmi EMDR dedicati alle donne con trauma postpartum.

Revisioni sistematiche

Le revisioni sistematiche rappresentano il livello più elevato della piramide delle evidenze, in quanto sintetizzano e valutano criticamente i risultati provenienti da molteplici studi primari, fornendo una visione d’insieme della letteratura disponibile su un determinato intervento.

La revisione sistematica di Doherty et al. (2025), pubblicata su Frontiers in Global Women’s Health, costituisce uno dei contributi più recenti e completi sulla tematica. Questa revisione ha esaminato sistematicamente l’efficacia dell’EMDR per i sintomi post-traumatici correlati al parto, con particolare attenzione a tre dimensioni fondamentali: l’efficacia clinica del trattamento, la durata necessaria dell’intervento e i tassi di completamento. L’analisi ha incluso studi con diversi design metodologici, permettendo di valutare la robustezza delle evidenze attraverso molteplici fonti.

I risultati della revisione hanno confermato che l’EMDR produce riduzioni significative e clinicamente rilevanti dei sintomi post-traumatici nelle donne che hanno vissuto esperienze traumatiche durante il parto, con effetti che si mantengono nel tempo.

Un elemento particolarmente rassicurante emerso dalle revisioni sistematiche riguarda l’assenza di evidenze di danno associato al trattamento EMDR nel postpartum. Tanto la revisione di Doherty et al. (2025) quanto quella di Kranenburg et al. (2022) hanno condotto analisi sistematiche della sicurezza del trattamento, esaminando attentamente i dati relativi a eventi avversi, drop-out per ragioni di sicurezza e potenziali effetti negativi dell’EMDR (che comunque posso presentarsi in alcune condizioni specifiche). Nessuna delle revisioni ha identificato segnali di allarme o pattern di danno associati all’utilizzo dell’EMDR in questa popolazione. L’assenza di eventi avversi seri documentati negli studi esaminati fornisce una base solida per considerare l’EMDR come un trattamento sicuro per le donne nel periodo postpartum, un elemento essenziale quando si considerano interventi in una fase di particolare vulnerabilità.

Le revisioni sistematiche forniscono un supporto inequivocabile all’uso dell’EMDR nel trauma postpartum. La convergenza delle evidenze provenienti da studi indipendenti, condotti in diversi contesti geografici e culturali, rafforza la validità esterna dei risultati e suggerisce che l’efficacia dell’EMDR non sia limitata a specifiche popolazioni o setting clinici. Le revisioni hanno inoltre evidenziato che l’EMDR si allinea con le raccomandazioni delle principali linee guida internazionali, incluse quelle del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), che riconoscono l’EMDR come trattamento di prima linea per il disturbo post-traumatico da stress, compreso quello di origine perinatale.

Un aspetto metodologicamente rilevante emerso dalle revisioni è la coerenza dei risultati tra diversi studi. Nonostante le inevitabili differenze nei protocolli specifici utilizzati, nelle caratteristiche delle popolazioni studiate e nei contesti di implementazione, gli studi inclusi nelle revisioni sistematiche hanno mostrato una sostanziale omogeneità nei risultati. Questa consistenza rafforza la fiducia nell’efficacia dell’EMDR e riduce la probabilità che i risultati positivi osservati siano dovuti a bias metodologici o a caratteristiche idiosincratiche di singoli studi. La replicabilità dei risultati attraverso diverse ricerche indipendenti rappresenta un criterio fondamentale per stabilire l’evidenza scientifica di un trattamento e, in questo caso, supporta fortemente la validità delle conclusioni sull’efficacia e sicurezza dell’EMDR nel trattamento del trauma postpartum.

EMDR in gravidanza e postpartum evidenze scientifiche

EMDR in gravidanza: gap di ricerca e cautele

Il panorama scientifico relativo all’utilizzo dell’EMDR durante la gravidanza presenta caratteristiche sostanzialmente diverse rispetto a quello del postpartum, essendo caratterizzato da una marcata scarsità di dati diretti e da significative lacune nella letteratura di ricerca.

Stato attuale delle evidenze

Un primo elemento da sottolineare è l’assenza di evidenze dirette che identifichino l’EMDR come controindicato in gravidanza. La letteratura scientifica disponibile non contiene studi che abbiano documentato rischi specifici, eventi avversi o complicazioni ostetriche associate all’utilizzo dell’EMDR in donne gravide.

Questa assenza di evidenze di danno rappresenta un dato rassicurante, ma deve essere interpretata con cautela: l’assenza di evidenze di rischio non equivale necessariamente a evidenze di assenza di rischio, specialmente quando la base di ricerca è così limitata.

Le principali linee guida internazionali, non elencano la gravidanza tra le controindicazioni specifiche all’EMDR per il trattamento del PTSD perinatale, suggerendo che non esistano preoccupazioni teoriche o cliniche consolidate che precludano l’utilizzo del trattamento in questa popolazione.

Tuttavia, la realtà è che esiste una pressoché totale mancanza di studi controllati randomizzati specifici su donne in gravidanza. Nessuno degli RCT identificati nella letteratura recente ha reclutato e valutato sistematicamente donne durante la gestazione come popolazione target primaria. Questa lacuna rappresenta un limite significativo nella capacità di formulare raccomandazioni basate su evidenze robuste. L’assenza di trial clinici dedicati riflette probabilmente sia considerazioni etiche relative alla conduzione di ricerche sperimentali in popolazioni vulnerabili come le donne gravide, sia sfide metodologiche legate al reclutamento e al follow-up di questa specifica popolazione.

La scoping review di O’Donovan et al. (2025), pubblicata su BMJ Open, ha esplicitamente evidenziato questa critica scarsità di studi robusti in popolazioni gravide. La revisione ha mappato sistematicamente la letteratura disponibile sull’EMDR per il trauma da parto, identificando un gap sostanziale nella ricerca condotta specificamente durante la gravidanza, in contrasto -come visto in precedenza- con la relativa abbondanza di studi nel postpartum. Gli autori hanno sottolineato come la maggior parte della ricerca disponibile si concentri su donne che hanno già partorito o su interventi postpartum, lasciando sostanzialmente inesplorato il campo dell’applicazione dell’EMDR durante la gestazione.

Questa lacuna conoscitiva rappresenta un’area prioritaria per future ricerche, considerando che alcune donne potrebbero beneficiare del trattamento di sintomi post-traumatici legati a traumi precedenti o non correlati alla gravidanza proprio durante il periodo gestazionale.

Il Single-Case di Sandström

L’unico contributo empirico diretto disponibile proviene dallo studio pilota di Sandström et al. (2008), pubblicato su Midwifery. Questo studio ha incluso un singolo caso di una donna incinta con disturbo post-traumatico da stress conseguente a un parto precedente, che ha ricevuto trattamento EMDR durante la gravidanza successiva. Lo studio ha riportato una riduzione della sintomatologia post-traumatica senza documentazione di eventi avversi per la madre o il feto.

Sebbene questo singolo caso fornisca una prima indicazione rassicurante sulla fattibilità e potenziale sicurezza dell’EMDR in gravidanza, il campione (n=1) impedisce qualsiasi generalizzazione dei risultati. Un singolo caso clinico non può fornire la base evidenziale necessaria per raccomandazioni cliniche definitive, in quanto non permette di valutare la frequenza di potenziali eventi avversi rari né di controllare per fattori confondenti.

Limiti metodologici

L’analisi critica della letteratura disponibile sull’EMDR nel periodo perinatale rivela significativi limiti metodologici che circoscrivono la capacità di formulare raccomandazioni evidence-based per l’utilizzo durante la gravidanza.

Il limite più evidente riguarda il fatto che la maggior parte della ricerca è focalizzata su donne postpartum o con trauma da parto pregresso. Gli studi di Hendrix et al. (2025), Chiorino et al. (2019), Kranenburg et al. (2022) e le relative revisioni sistematiche, come abbiamo visto, hanno tutti reclutato donne dopo il parto, concentrandosi sul trattamento di sintomi post-traumatici conseguenti all’esperienza del parto stesso. Questo focus sul postpartum, sebbene legittimo e clinicamente rilevante, crea un bias sistematico nella letteratura disponibile.

Le donne in gravidanza rappresentano una popolazione con caratteristiche fisiologiche, psicologiche e contestuali diverse rispetto alle donne nel postpartum, e i risultati ottenuti in una fase non possono essere automaticamente estrapolati all’altra.

Le modificazioni ormonali, lo stress fisico della gravidanza, le preoccupazioni per il benessere fetale e le ansie anticipatorie relative al parto rappresentano elementi specifici del contesto gravidico che potrebbero influenzare sia la risposta al trattamento sia il profilo di sicurezza.

Non esistono studi che abbiano seguito longitudinalmente donne trattate con EMDR durante la gestazione. Questa mancanza di dati prospettici impedisce di valutare aspetti cruciali come l’impatto del trattamento sullo stress materno durante la gravidanza, potenziali effetti sul decorso della gestazione, o conseguenze a lungo termine per la salute materno-fetale.

La valutazione del rischio individualizzata in gravidanza basata sulle evidenze indirette: il rischio personalizzato e il principio di precauzione

In assenza di dati diretti e robusti sull’utilizzo dell’EMDR durante la gravidanza, le raccomandazioni cliniche devono basarsi su evidenze indirette, sul principio di precauzione e su un’attenta interpretazione delle linee guida internazionali esistenti.

È significativo che la gravidanza non sia esplicitamente indicata come controindicazione all’uso dell’EMDR in alcuna delle principali linee guida internazionali. Quando una condizione rappresenta un rischio noto, essa viene solitamente menzionata con chiarezza; l’assenza della gravidanza da tali elenchi suggerisce che, sulla base delle conoscenze attuali e del meccanismo d’azione dell’EMDR (privo di farmaci o procedure invasive), non vi siano motivi teorici consolidati per escluderne l’utilizzo in questo periodo.

Tuttavia, come osservato da O’Donovan et al. (2025), tali raccomandazioni derivano da un’estrapolazione ragionata piuttosto che da dati empirici specifici. In questo contesto, il giudizio clinico specialistico diventa lo strumento principale per orientare la decisione: occorre integrare le evidenze sulla sicurezza nel postpartum, l’assenza di segnali di allarme nei casi riportati in gravidanza, la comprensione neurofisiologica del metodo e le peculiarità cliniche della singola donna.

Il clinico deve sempre valutare il bilanciamento tra i benefici attesi nel trattamento di sintomi post-traumatici severi – che, se non trattati, possono incidere negativamente sulla salute materna e fetale – e l’incertezza residua sui possibili rischi, oggi non documentati ma non ancora definitivamente esclusi.

Il principio di precauzione

In linea con il principio di precauzione, l’EMDR in gravidanza può essere considerato quando clinicamente indicato, ma con una consapevolezza esplicita dei limiti conoscitivi attuali. Come suggerito da Sandström et al. (2008) e confermato dalle revisioni successive, la comunità scientifica raccomanda un atteggiamento di cautela informata, che non coincide con la controindicazione, ma con una valutazione caso per caso.

Il principio guida è quello della proporzionalità: proporre l’EMDR solo quando i benefici potenziali superano chiaramente l’incertezza residua, e preferirlo soprattutto nei casi in cui le alternative terapeutiche risultino inefficaci, non disponibili o non accettabili per la paziente.

Fondamentale è che l’intervento si svolga in un contesto di supervisione professionale e di integrazione multidisciplinare, in cui il terapeuta EMDR possa collaborare con l’équipe ostetrica e, se necessario, consultarsi con colleghi esperti. Questo modello integrato tutela la sicurezza della paziente e garantisce un monitoraggio clinico appropriato del decorso della gravidanza.

L’individualized risk assessment

Alla luce di queste considerazioni, la pratica clinica deve orientarsi verso un approccio individualizzato alla valutazione del rischio (“individualized risk assessment”). In mancanza di studi controllati di ampia scala, ogni decisione terapeutica deve tener conto di molteplici fattori:

  • la gravità e l’impatto clinico dei sintomi post-traumatici materni;
  • il grado di compromissione del funzionamento quotidiano e della qualità della vita;
  • la presenza di condizioni mediche o ostetriche concomitanti;
  • le preferenze e i valori della paziente;
  • la disponibilità e l’adeguatezza di alternative terapeutiche con maggiore evidenza empirica.

Questo approccio centrato sulla persona richiede esperienza clinica specialistica in salute mentale perinatale, competenza tecnica nell’EMDR e un’alleanza terapeutica solida basata su trasparenza e consenso informato.

La paziente deve essere coinvolta attivamente nel processo decisionale, comprendendo chiaramente i potenziali benefici e le alternative possibili.

Linee guida internazionali e raccomandazioni

Le principali organizzazioni sanitarie internazionali hanno progressivamente riconosciuto l’EMDR come intervento evidence-based per il trattamento del disturbo post-traumatico da stress, incluse le manifestazioni nel contesto perinatale.

Il NICE (National Institute for Health and Care Excellence) raccomanda esplicitamente l’EMDR come trattamento di prima linea per il PTSD, posizionandolo sullo stesso livello della terapia cognitivo-comportamentale trauma-focused. Queste raccomandazioni si estendono al PTSD perinatale, riconoscendo la specificità e la rilevanza clinica del trauma legato alla gravidanza e al parto.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha similmente incluso l’EMDR tra le psicoterapie raccomandate per il PTSD, con riferimenti specifici alla sua applicabilità nel trauma postpartum. Come documentato da Kranenburg et al. (2022) e Doherty et al. (2025), queste raccomandazioni internazionali forniscono una base autorevole per l’implementazione clinica dell’EMDR nei servizi di salute mentale perinatale.

Anche le rentissime linee guida per il trattamento del disturbo da stress post-traumatico pubblicate dall’American Psychological Association includono la terapia EMDR come trattamento in vari contesti in tutte le linee guida.

Un aspetto particolarmente rilevante è l’assenza di controindicazioni specifiche per il periodo perinatale nelle linee guida internazionali. Né il NICE né la WHO identificano la gravidanza o il postpartum come condizioni che precludano l’utilizzo dell’EMDR, suggerendo che, sulla base delle evidenze disponibili e del meccanismo d’azione del trattamento, non esistano preoccupazioni sistematiche relative alla sicurezza in queste fasi.

Implicazioni cliniche e future direzioni

Le evidenze analizzate supportano con forza la conclusione che l’EMDR sia sicuro ed efficace nel postpartum e possa essere offerto con fiducia alle donne con sintomi post-traumatici legati al parto. I dati provenienti da RCT multipli, studi di coorte e revisioni sistematiche convergono nel dimostrare benefici clinici significativi senza eventi avversi seri.

Per la gravidanza, le evidenze attuali supportano un approccio caso per caso, basato su una valutazione individualizzata del rapporto rischio-beneficio. In assenza di dati robusti ma senza evidenze di controindicazioni, le decisioni cliniche devono integrare la severità sintomatologica, le preferenze della paziente e la supervisione specialistica.

La necessità di ulteriori RCT specifici per la gravidanza emerge come priorità di ricerca fondamentale per colmare il gap conoscitivo esistente e permettere raccomandazioni basate su evidenze dirette.

L’importanza di un training adeguato dei professionisti, come quello garantito in Italia dalla Associazione EMDR Italia, rappresenta un prerequisito essenziale per l’implementazione sicura ed efficace dell’EMDR nel contesto perinatale, garantendo l’applicazione di protocolli appropriati e la gestione delle specificità cliniche di questa popolazione.

Bibliografia

Sandström, M., Wiberg, B., Wikman, M., Willman, A., & Högberg, U. (2008). A pilot study of eye movement desensitisation and reprocessing treatment (EMDR) for post-traumatic stress after childbirth.. Midwifery, 24 1, 62-73. https://doi.org/10.1016/J.MIDW.2006.07.008

Hendrix, Y., Van Pampus, M., Hofman, A., Henrichs, J., Van Der Horst, H., & De Jongh, A. (2025). Treatment of Traumatic Birth Experience with Postpartum Early Eye Movement Desensitization and Reprocessing Therapy: A Randomized Clinical Trial.. American journal of obstetrics and gynecology. https://doi.org/10.1016/j.ajog.2025.07.051

O’Donovan, S., Ward, L., & Melia, R. (2025). Scoping review protocol of the use of eye movement desensitisation and reprocessing in the treatment of birth trauma. BMJ Open, 15. https://doi.org/10.1136/bmjopen-2025-099751

Doherty, A., Nagle, U., Doyle, J., & Duffy, R. (2025). Eye movement desensitisation and reprocessing for childbirth-related post-traumatic stress symptoms: effectiveness, duration and completion. Frontiers in Global Women’s Health, 6. https://doi.org/10.3389/fgwh.2025.1487799

Chiorino, V., Cattaneo, M., Macchi, E., Salerno, R., Roveraro, S., Bertolucci, G., Mosca, F., Fumagalli, M., Cortinovis, I., Carletto, S., & Fernández, I. (2019). The EMDR Recent Birth Trauma Protocol: a pilot randomised clinical trial after traumatic childbirth. Psychology & Health, 35, 795 – 810. https://doi.org/10.1080/08870446.2019.1699088

Kranenburg, L., Bijma, H., Eggink, A., Knijff, E., & Berg, M. (2022). Implementing an Eye Movement and Desensitization Reprocessing Treatment-Program for Women With Posttraumatic Stress Disorder After Childbirth. Frontiers in Psychology, 12. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2021.797901

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