Tag: <span>EMDR cosa fare</span>

Stare malissimo durante la terapia EMDR: perché accade e cosa fare?

Stare malissimo durante la terapia EMDR può accadere! Ti sei mai sentito peggio durante la tua terapia EMDR? Cosa si prova durante una seduta EMDR?

Sei nel posto giusto, perché so esattamente come ti senti. Basandomi sulla mia esperienza e su studi approfonditi, posso dirti che è normale ed è parte del processo di guarigione.

In questo articolo, ti darò suggerimenti su come affrontare la tua sofferenza e ti aiuterò a capire se è il momento di consultare il tuo terapeuta.

Punti chiave

  • È normale sentirsi peggio durante la terapia EMDR a causa del processo di lavorare sui traumi e le convinzioni negative.
  • Durante la terapia EMDR, è importante utilizzare strategie di coping come la respirazione profonda e il rilassamento muscolare per ridurre l’ansia e lo stress.
  • Il supporto sociale può svolgere un ruolo fondamentale nel far fronte alle difficoltà emotive durante la terapia EMDR.
  • È importante consultare il proprio terapeuta se si notano segnali di allarme come un peggioramento dei sintomi o un aumento della sofferenza emotiva durante la terapia EMDR.
Stare malissimo durante la terapia EMDR
Stare malissimo durante la terapia EMDR

Cos’è la terapia EMDR?

La terapia EMDR, ovvero Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari, è una metodologia di trattamento psicoterapico. La sua funzione principale consiste nell’individuare le radici di convinzioni negative e modelli comportamentali disfunzionali.

Le persone che si sottopongono a questa terapia hanno spesso vissuto vari traumi nella loro vita e hanno avuto figure genitoriali disfunzionali che hanno influenzato il loro sviluppo.

Questa tecnica terapeutica utilizza movimenti oculari o altre forme di stimolazione bilaterale per aiutare il paziente a processare e rielaborare esperienze traumatiche o emotivamente disturbanti.

È stata dimostrata la sua efficacia nell’aiutare le persone a superare convinzioni negative e modelli di comportamento problematici. L’obiettivo della terapia EMDR è permettere al paziente di accedere e trasformare queste esperienze disturbanti, facilitando il recupero psicologico.

È normale stare malissimo durante la terapia EMDR?

Sì, è normale sentirsi peggio durante la terapia EMDR a causa dei possibili effetti collaterali che possono emergere durante il processo di lavorare sui traumi e le convinzioni negative.

Spiegazione dei possibili effetti collaterali dell’EMDR

La terapia EMDR può presentare vari effetti collaterali, anche se temporanei.

Tra questi, il più comune è l’insorgenza di intense emozioni durante o dopo le sedute. Potreste sentire una rinnovata sofferenza mentre scoprite idee negative radicate o ricordate traumi passati.

Potrebbero affiorare vecchi dolori o ansia e potreste avere la sensazione di essere intrappolati nei vostri problemi. In alcuni casi, potreste persino sentirvi peggio prima di iniziare a vedere miglioramenti significativi.

Questo perché la terapia EMDR porta alla luce aspetti di voi stessi che avete cercato di tenere nascosti o soppressi. Tale processo è fondamentale per affrontare efficacemente il dolore e trovare un vero sollievo.

Perché alcune persone si sentono male durante o dopo la terapia EMDR?

Alcune persone possono sperimentare dei disagi durante o dopo le sedute di EMDR, per diversi motivi.

  • La rielaborazione delle memorie traumatiche può essere intensa e portare a forti emozioni. Durante l’EMDR, il paziente viene guidato a richiamare alla mente le immagini, i pensieri, le sensazioni e le emozioni associate al trauma, mentre segue con gli occhi i movimenti della mano del terapeuta (o di altri stimoli bilaterali). Questo processo può riattivare le emozioni negative legate al trauma, come paura, rabbia, tristezza, vergogna o senso di colpa. Queste emozioni possono essere difficili da gestire e possono persistere anche dopo la fine della seduta.
  • L’attivazione di vecchie ferite o traumi non completamente risolti. A volte, l’EMDR può portare alla luce dei ricordi o delle esperienze traumatiche che il paziente aveva dimenticato o rimosso dalla coscienza. Questi ricordi possono essere collegati al trauma principale che si sta trattando, oppure possono essere relativi ad altri eventi stressanti vissuti in passato. In entrambi i casi, il paziente può sentirsi sopraffatto o confuso da questi ricordi inaspettati e dal loro significato.
  • Il cervello può resistere al cambiamento o alla rielaborazione di memorie dolorose. L’EMDR ha lo scopo di modificare le connessioni neurali che mantengono attivo il trauma nella memoria e di favorire l’integrazione delle informazioni positive e adattive. Tuttavia, il cervello può opporre una certa resistenza a questo processo, in quanto le memorie traumatiche sono state consolidate nel tempo e hanno una forte carica emotiva. Inoltre, il cervello può percepire il cambiamento come una minaccia alla propria identità o alla propria coerenza interna. Questa resistenza può manifestarsi con dei sintomi fisici o psicologici, come mal di testa, nausea, ansia, irritabilità o apatia.
  • La “pendolare” tra stati di iperarousal (troppo attivati) e hypoarousal (troppo rilassati) nel sistema nervoso. L’EMDR si basa sul principio della stimolazione bilaterale alternata, che ha lo scopo di equilibrare i due emisferi cerebrali e di regolare il sistema nervoso autonomo. Questo sistema è responsabile delle reazioni di lotta o fuga (iperarousal) o di congelamento o dissociazione (hypoarousal) di fronte al pericolo. Le persone che hanno subito un trauma possono avere un sistema nervoso iperattivo o ipoattivo, a seconda delle circostanze e delle strategie di coping adottate. L’EMDR cerca di riportare il sistema nervoso in uno stato di calma e sicurezza, ma questo può richiedere del tempo e della pratica. Durante il percorso terapeutico, il paziente può oscillare tra stati di iperarousal e hypoarousal, che possono causare dei disturbi fisici o emotivi.

Per questi motivi, è importante che il paziente sia seguito da un terapeuta qualificato e competente in EMDR, che possa monitorare la sua reazione alla terapia e offrirgli il supporto necessario.

Sintomi comuni che le persone possono sperimentare:

Quando si affronta un trauma e si inizia una terapia EMDR, è normale che si possano sperimentare dei sintomi comuni, che sono il riflesso delle emozioni e delle memorie che si stanno rielaborando. Questi sintomi possono variare da persona a persona, ma in generale includono:

  • Sensazioni di tristezza, rabbia, paura o qualsiasi altra emozione legata al trauma. Queste emozioni possono emergere durante o dopo le sedute di EMDR, in quanto il paziente viene a contatto con le sue esperienze dolorose e con i sentimenti che esse hanno provocato. Queste emozioni possono essere intense e difficili da regolare, ma sono importanti per il processo di guarigione e di liberazione dal trauma.
  • Flashback o ricordi vividi. Si tratta di immagini, suoni, odori o sensazioni che riportano alla mente il trauma come se fosse presente. I flashback possono essere scatenati da stimoli interni (come i pensieri o le emozioni) o esterni (come i luoghi, le persone o le situazioni) che ricordano il trauma. I flashback possono essere molto angoscianti e disturbanti, ma sono il segno che il cervello sta cercando di elaborare il trauma e di integrarlo nella memoria.
  • Sogni intensi o incubi. Si tratta di sogni che riguardano il trauma o che ne evocano le emozioni. Gli incubi possono essere molto realistici e spaventosi, e possono influenzare la qualità del sonno e dell’umore. Gli incubi sono una forma di rielaborazione del trauma che avviene durante il sonno, e possono aiutare a ridurre la carica emotiva delle memorie traumatiche.
  • Sensazioni fisiche come tensione, nausea o vertigini. Si tratta di reazioni del corpo al trauma e alla terapia EMDR. Il corpo può manifestare dei sintomi fisici in risposta allo stress o all’ansia provocati dal trauma o dalla sua rievocazione. Inoltre, il corpo può risentire degli effetti della stimolazione bilaterale alternata dell’EMDR, che ha lo scopo di regolare il sistema nervoso autonomo e di favorire il rilassamento. Queste sensazioni fisiche sono temporanee e tendono a diminuire con il proseguimento della terapia.
  • Sentirsi stanchi o esauriti. Si tratta di una conseguenza della fatica emotiva e mentale che comporta affrontare un trauma e sottoporsi a una terapia EMDR. Il paziente può sentirsi privo di energia, motivazione o interesse per le attività quotidiane. Può anche avere difficoltà a concentrarsi, a ricordare o a prendere decisioni. Questa stanchezza è normale e comprensibile, ma richiede di prendersi cura di sé e di riposare adeguatamente.

Questi sintomi sono comuni e non devono essere visti come un fallimento o una debolezza. Al contrario, sono il segno che la terapia EMDR sta funzionando e che il paziente sta facendo dei progressi verso la sua guarigione.

Tuttavia, se questi sintomi sono troppo intensi o persistenti, è bene parlarne con il terapeuta, che potrà valutare la necessità di modificare il piano terapeutico o di fornire un supporto aggiuntivo.

Come affrontare il malessere durante la terapia EMDR

Durante la terapia EMDR, è importante affrontare il malessere con alcune strategie inoltre, il supporto sociale può svolgere un ruolo fondamentale nel far fronte alle difficoltà emotive, quindi cercate il sostegno di amici o familiari di fiducia durante questo periodo.

Strategie di coping

Durante la terapia EMDR, è fondamentale avere a disposizione delle strategie di coping efficaci per affrontare le difficoltà che possono emergere. Queste strategie servono ad alleviare il disagio emotivo e migliorare il benessere generale.

  1. Pratico esercizi di respirazione profonda per calmare l’ansia. È un semplice gesto che posso fare ovunque, ogni volta che mi sento sopraffatto.
  2. Scrivo in un diario le mie emozioni e pensieri. Questa attività mi permette di provare a razionalizzare le convinzioni negative che potrebbero emergere durante la seduta terapeutica.
  3. Utilizzo l’esercizio fisico come mezzo per liberare tensioni accumulati nel corpo. Mi aiuta a ritrovare l’equilibrio e la serenità dopo una sessione intensa.
  4. Dedico del tempo ad attività piacevoli e rilassanti e distraenti.
  5. Ricordarsi che tale stato di cose è temporaneo e fa parte del processo di guarigione. Sentirsi male durante la terapia EMDR non significa che la terapia non funziona o che il paziente non sta migliorando. Al contrario, significa che il paziente sta affrontando le sue ferite e sta lavorando per superarle. Questo processo richiede tempo e pazienza, ma porta a dei risultati duraturi e significativi.

L’importanza del supporto sociale

Avere un solido supporto sociale può fare una grande differenza durante il processo di terapia EMDR. Gli amici, la famiglia e i gruppi di supporto possono fornire conforto e aiuto pratico durante i momenti difficili.

Diffondere la consapevolezza dei propri problemi e delle proprie sensazioni può aiutare a rafforzare le strategie di coping e ridurre la sensazione di solitudine.

L’importanza del supporto sociale va oltre la semplice condivisione dei problemi. Il sostegno delle persone care può dare più sicurezza, incoraggiare ad affrontare i cambiamenti con più determinazione e facilitare la comunicazione con il terapeuta.

Un buon supporto sociale aiuta anche a superare la resistenza al cambiamento, spesso un ostacolo nelle sedute di terapia.

Quando parlarne con il proprio terapeuta

Quando noti segnali di allarme durante la terapia EMDR, come un peggioramento dei sintomi o un aumento della sofferenza emotiva, è fondamentale consultare immediatamente il tuo terapeuta per ottenere il supporto necessario.

Identificazione dei segnali di allarme

Il riconoscimento dei segnali di allarme durante la terapia EMDR è fondamentale per gestire efficacemente il processo. Ecco alcuni elementi chiave da monitorare:

  1. Un aumento del desiderio di terminare la tua relazione sentimentale o con il terapeuta a causa dell’aggravarsi delle tue convinzioni negative.
  2. L’intensificarsi dei tuoi pensieri e sentimenti negativi emersi o exacerbati dalla terapia.
  3. Un senso generale di malessere o sofferenza che persiste anche dopo le sedute di terapia.

L’importanza di una comunicazione aperta con il terapeuta

La comunicazione aperta con il terapeuta gioca un ruolo vitale nel processo di terapia EMDR. Questo tipo di terapia può rivelare problemi irrisolti e convinzioni negative, intensificando momentaneamente la sofferenza.

In queste situazioni, è essenziale esprimere apertamente i propri sentimenti e pensieri al terapeuta. Un discorso sincero può portare a uno scambio aperto e sincero e favorire un’efficace comunicazione.

Un terapeuta è tuo alleato in questo viaggio e può offrirti il supporto psicologico necessario; quindi non esitare a condividere i tuoi sentimenti e le tue esperienze con lui. Adotta questa abitudine per ottenere il massimo beneficio dalla tua terapia EMDR.

Il terapeuta è la persona che può aiutare il paziente a capire cosa sta succedendo, a monitorare i sintomi e a regolare il ritmo e l’intensità della terapia.

Il paziente deve sentirsi libero di esprimere al terapeuta le sue emozioni, le sue sensazioni, i suoi dubbi e le sue difficoltà, senza vergogna o paura di essere giudicato.

Il terapeuta potrà fornire al paziente delle spiegazioni, dei consigli, dei feedback e del sostegno emotivo. Una comunicazione aperta e onesta tra il paziente e il terapeuta è fondamentale per creare un clima di fiducia e di sicurezza, che favorisce il successo della terapia.

L’importanza della giusta preparazione prima di iniziare la terapia EMDR:

La terapia EMDR è un metodo efficace e innovativo per trattare i traumi e i disturbi correlati, ma come visto in precedenza può anche essere una sfida emotiva e mentale per il paziente.

Per questo motivo, come ho scritto in un altro mio articolo, è importante prepararsi adeguatamente prima di iniziare la terapia, per affrontarla nel modo migliore e per ridurre il rischio di complicazioni o di abbandono. Vediamo quali sono gli aspetti principali da considerare nella fase di preparazione:

  • L’importanza di essere informati sulle potenziali reazioni. Prima di iniziare la terapia EMDR, è bene che si informi il paziente su cosa comporta la terapia, come funziona, quali sono i suoi obiettivi e quali sono le possibili reazioni che si possono avere durante e dopo le sessioni. Questo può aiutare il paziente a capire cosa aspettarsi, a sentirsi più sicuro e a non spaventarsi se dovesse sperimentare dei sintomi come le emozioni intense, i flashback, gli incubi o le sensazioni fisiche. Il paziente può informarsi leggendo dei libri, dei siti web o dei blog sull’argomento, oppure chiedendo al terapeuta di fornirgli delle spiegazioni dettagliate e dei materiali informativi.
  • Stabilire delle tecniche di coping in anticipo. Un altro aspetto importante nella fase di preparazione è quello di stabilire delle tecniche di coping, ovvero delle strategie per gestire il malessere e per rilassarsi quando si sente troppo stressati o sopraffatti dai sintomi. Queste tecniche possono essere praticate sia durante che tra le sessioni di terapia EMDR, per calmare il sistema nervoso e per aumentare il senso di controllo. Alcune delle tecniche più comuni sono la respirazione profonda, la mindfulness, gli esercizi di grounding, ma anche la musica, l’arte, lo sport o le attività piacevoli.
  • Assicurarsi di avere una rete di supporto stabilita. Infine, un altro elemento fondamentale nella fase di preparazione è quello di assicurarsi di avere una rete di supporto stabilita, ovvero delle persone di riferimento che possano offrire al paziente dell’affetto, della comprensione, della vicinanza e dell’aiuto pratico durante il percorso terapeutico. Queste persone possono essere gli amici, i familiari, i colleghi o i membri di un gruppo di supporto. Il paziente deve sentirsi libero di condividere con loro le sue esperienze, i suoi sentimenti e le sue difficoltà, senza temere di essere giudicato o criticato. Allo stesso tempo, il paziente deve rispettare i suoi bisogni e i suoi limiti, e non forzarsi a parlare o a stare con gli altri se non se la sente.

Conclusione

La terapia EMDR ha guadagnato riconoscimento e apprezzamento in tutto il mondo per la sua efficacia nel trattare traumi e disturbi correlati. Tuttavia, come con qualsiasi altro intervento terapeutico, è essenziale che i pazienti siano informati e preparati per il viaggio che stanno per intraprendere.

È fondamentale riconoscere che mentre la terapia EMDR può portare a un profondo sollievo, il percorso verso la guarigione può avere dei momenti di difficoltà. L’esperienza di sentirsi “malissimo” durante la terapia, in realtà, può essere un segno che stai accedendo e rielaborando veramente le memorie traumatiche.

Se stai considerando la terapia EMDR o sei già nel mezzo di un percorso terapeutico, ricorda che non sei solo. Molti hanno camminato sulla stessa strada e hanno trovato sollievo e guarigione. Assicurati di avere una rete di supporto e di comunicare apertamente con il tuo terapeuta su qualsiasi preoccupazione o disagio che potresti sperimentare.

Infine, la chiave sta nell’essere pazienti con se stessi. La guarigione è un percorso, e ogni individuo avanza a proprio ritmo. Con la giusta guida, supporto e strumenti, la terapia EMDR può essere un potente mezzo per superare i traumi e abbracciare un futuro di speranza e benessere.

Domande Frequenti

1. Quali sono le ragioni per cui mi sento male durante la terapia con EMDR?

Durante la terapia con EMDR, potresti sentirti male a causa dell’intensa rielaborazione di traumi passati o di emozioni dolorose. Queste reazioni sono normali e possono indicare che il processo terapeutico sta facendo effetto.

2. Cosa posso fare per affrontare il malessere durante la terapia con EMDR?

Per affrontare il malessere durante la terapia con EMDR, è importante comunicare apertamente con il tuo terapeuta e condividere le tue esperienze e sensazioni. Insieme, potrete trovare modi per gestire o mitigare il malessere.

3. È normale sentirsi peggio prima di sentirsi meglio durante la terapia con EMDR?

Sì, è comune che ci sia un periodo di intensificazione delle emozioni negative prima di sperimentare un miglioramento. Questo si verifica poiché la terapia sta lavorando per affrontare e risolvere i traumi o le ferite emotive.

4. Cosa posso fare se il malessere continua nonostante la terapia con EMDR?

Se il malessere persiste nonostante la terapia con EMDR, è importante discutere delle tue preoccupazioni e dei tuoi sintomi con il tuo terapeuta. Potrebbe essere necessario adattare l’approccio terapeutico o esplorare altre opzioni di trattamento per aiutarti a raggiungere il benessere desiderato.

Quando l’EMDR non funziona: cause e soluzioni possibili

Cosa fare quando l’EMDR non funziona?

Avete provato l’EMDR per risolvere un problema ma non avete ottenuto i risultati sperati? Anche io ho vissuto questa situazione come psicoterapeuta avendo riscontrato che il trattamento EMDR può non funzionare per tutti.

In questo articolo, esploreremo le possibili cause del mancato successo dell’EMDR e suggeriremo soluzioni alternative. Continuate a leggere per scoprire come ottenere il massimo dalla vostra esperienza terapeutica.

Punti chiave

  • L’EMDR potrebbe non funzionare per tutti a causa di aspettative eccessive o perché potrebbe non essere adatto a determinati problemi.
  • Quando l’EMDR non funziona, è possibile consultare un terapeuta specializzato in altre tecniche terapeutiche o provare altre forme di terapia complementari.
  • È importante fornire un feedback onesto al proprio terapeuta riguardo all’efficacia dell’EMDR per esplorare alternative e trovare la migliore soluzione per il proprio benessere emotivo.
Frustrated individual in therapist's office with detailed features, different faces, hair styles, and outfits.

Cosa è l’EMDR?

L’EMDR, acronimo di Eye Movement Desensitization and Re-processing, è un approccio psicoterapeutico innovativo sviluppato per trattare disturbi come il Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS) e problemi di ansia associati.

Questa tecnica usa il movimento degli occhi del paziente per alleviare la sofferenza legata a memorie traumatiche. Il terapista guida i movimenti oculari del paziente mentre ripercorre mentalmente l’evento stressante.

Gradualmente, con l’EMDR, queste memorie perdono il loro carico emotivo negativo, permettendo al paziente di gestirle più facilmente.

Il meccanismo dell’EMDR ricorda il processo cognitivo che avviene durante il Sonno Rem, la fase di sonno in cui si sognano esperienze vissute durante la giornata. La tecnica EMDR stimola una sorta di sincronizzazione tra i due emisferi del cervello, facilitando quindi la rielaborazione dei ricordi traumatici.

Nonostante l’efficacia dell’EMDR non sia attribuita ai movimenti oculari stessi, la ricerca scientifica in questo settore ha dimostrato come questa terapia possa ridurre i sintomi del DPTS nel più del 78% dei pazienti.

Quando l’EMDR non funziona: possibili cause

Ci sono diverse possibili cause per cui l’EMDR potrebbe non funzionare come previsto.

Aspettative eccessive

La convinzione che l’EMDR sia una cura rapida ed efficace per tutti può portare ad aspettative eccessive. In realtà, come ogni trattamento psicoterapico, l’EMDR non garantisce risultati immediati o universali.

Anche se l’EMDR ha dimostrato di essere un metodo efficace per il trattamento del Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS) e dei disturbi d’ansia, è cruciale comprendere che ogni individuo reagisce in modo diverso alla terapia.

Spesso, la percezione di non progredire dopo alcune sessioni può portare a frustrazione e scoraggiamento. È importante ricordare che il processo di guarigione richiede tempo e costanza.

L’Eye Movement Desensitization and Re-processing (EMDR), come tutte le terapie, richiede un impegno da parte del paziente e una volontà di affrontare le difficoltà per raggiungere un cambiamento significativo.

Non adatto per tutti i problemi

L’EMDR, come ogni altro trattamento terapeutico, potrebbe non essere efficace per tutti i problemi. Può essere particolarmente efficace per il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e disturbi d’ansia correlati, ma non è adatto o benefico per tutti i tipi di problemi.

  • Per le persone con determinate condizioni fisiche o mentali preesistenti, l’approccio dell’EMDR potrebbe non produrre i risultati sperati o potrebbe addirittura peggiorare le loro condizioni. Ad esempio, individui con certe malattie neurologiche, disturbi visivi o altre condizioni che influenzano la capacità di seguire gli stimoli visivi, potrebbero trovare difficile o scomodo partecipare al trattamento. Allo stesso modo, coloro che hanno condizioni psichiatriche complesse e gravi potrebbero necessitare di un approccio terapeutico differente o aggiuntivo per affrontare al meglio le loro sfide.
  • Quando si tratta di dolore cronico, l’EMDR è stato sviluppato principalmente per trattare i traumi psicologici e, sebbene alcune persone possano trovare beneficio nel suo utilizzo per il dolore cronico, non è necessariamente la terapia più indicata. Il dolore cronico può avere cause e manifestazioni estremamente varie, che vanno da cause fisiche a cause emotive. Sebbene la terapia EMDR possa aiutare a trattare eventuali traumi o stress legati al dolore, potrebbe non affrontare direttamente le radici del dolore stesso. Pertanto, coloro che soffrono di dolore cronico potrebbero aver bisogno di un approccio integrato che combini diverse terapie e interventi.

In sintesi, benché l’EMDR possa offrire un valido aiuto in molte circostanze, è fondamentale che i pazienti siano valutati attentamente dai loro terapeuti per determinare il trattamento più adatto alle loro esigenze specifiche.

A volte, altre forme di terapia possono essere più appropriate. Pertanto, è fondamentale selezionare il trattamento giusto in base al problema specifico del paziente.

Non importa quanto sia efficace un trattamento terapeutico, sarà inefficace se scelto per il problema sbagliato.

Condizioni fisiche o mentali preesistenti

Le condizioni fisiche o mentali preesistenti possono avere un ruolo significativo nell’efficacia del trattamento EMDR. Disturbi come la depressione cronica, l’ansia generalizzata o problemi di salute fisica prolungata possono influenzare il modo in cui il paziente risponde alla terapia.

D’altra parte, la presenza di traumi non elaborati o di disturbi di personalità complessi può complicare il processo terapeutico. È importante considerare queste condizioni preesistenti nel determinare l’approccio migliore al trattamento.

  • In alcuni casi, potrebbe essere necessario un lavoro preliminare con altre forme di terapia prima di avviare l’EMDR. La comprensione e il riconoscimento delle proprie condizioni di all’ottimizzazione dell’esito del trattamento psicoterapico con EMDR.

Ruolo del Terapeuta nella selezione del paziente adatto

Il terapeuta svolge un ruolo cruciale nel determinare se un paziente è adatto per l’EMDR. Prende in considerazione diversi fattori come la gravità dei sintomi, la presenza di una diagnosi psichiatrica grave come la schizofrenia o il disturbo bipolare, e l’esperienza di traumi molto recenti o attuali.

Tali dettagli possono influenzare l’efficacia del trattamento con EMDR. Inoltre, è importante che il paziente sia adeguatamente preparato e motivato per iniziare la terapia EMDR. Se si ritiene che l’EMDR non sia l’opzione migliore per il paziente, il terapeuta può suggerire altre tecniche terapeutiche.

La selezione corretta del paziente contribuisce significativamente al successo del trattamento con EMDR. La mia esperienza come terapeuta mi ha insegnato quanto sia fondamentale questo aspetto del processo.

Soluzioni possibili quando l’EMDR non funziona

Consultare un altro terapeuta

Cercare l’opinione di un altro terapeuta può essere una mossa strategica quando l’EMDR non porta i risultati sperati. Il cambiamento può portare  nuove prospettive, aiutando a scoprire alternative e a capire meglio il percorso di guarigione.

Non si deve vedere questo come un fallimento, ma piuttosto come un’opportunità per esplorare nuovi modi di affrontare i problemi. Un terapeuta diverso potrebbe avere tecniche e approcci diversi che potrebbero essere più adatti alle proprie condizioni attuali.

Se si avverte che la relazione con il terapeuta attuale non è forte o se si sente che le sessioni non stanno aiutando a progredire, trovare un nuovo terapeuta potrebbe rivelarsi la mossa giusta.

Infine, ricordiamo che la terapia è un processo personale e, a volte, è solo questione di trovare la persona giusta che possa aiutarmi nel percorso di guarigione.

Sperimentare altre tecniche terapeutiche

Esplorare altre tecniche terapeutiche può essere un passo cruciale per il miglioramento e la guarigione. Questo non significa che l’EMDR non sia efficace, ma ogni individuo è unico e ciò che funziona per una persona potrebbe non funzionare per un’altra.

La terapia cognitivo-comportamentale, ad esempio, è stata largamente riconosciuta come efficace nel trattamento dei disturbi d’ansia e dello stress post-traumatico. La psicoterapia cognitivo comportamentale aiuta le persone a riconsiderare e cambiare i pensieri negativi o distorti.

Inoltre, alcune persone trovano la terapia di esposizione utile. Questa tecnica comporta l’esposizione ripetuta a stimoli induttori d’ansia in un ambiente sicuro e controllato. Quindi, esistono molte opzioni tra cui scegliere, è importante lavorare con il terapeuta per trovare il metodo più adatto.

Fornire un feedback onesto al terapeuta

Quando partecipi a una terapia EMDR e senti che non sta funzionando come ti aspettavi, è importante fornire un feedback onesto al tuo terapeuta. Il feedback ti permette di esprimere le tue preoccupazioni, i tuoi obiettivi e le tue aspettative riguardo alla terapia.

Quando dai il tuo feedback, assicurati di essere specifico e dettagliato, in modo che il terapeuta possa capire appieno ciò che stai vivendo. È importante comunicare in modo costruttivo, senza giudicare o accusare il terapeuta.

Ricorda che il tuo feedback può riguardare la percezione di mancanza di progressi nella terapia o il desiderio di provare diverse strategie e tecniche terapeutiche. Il terapeuta dovrebbe essere aperto e disposto ad ascoltare attentamente il tuo feedback, in modo da poter collaborare insieme per trovare la soluzione migliore per te.

La mia esperienza con l’EMDR: testimonianze

A woman reflects on her EMDR therapy experience in a peaceful garden surrounded by nature.

RIportiamo una tipica testimonianza di un mio paziente sottoposto a psicoterapia con l’integrazione di EMDR

Ho voluto condividere questa esperienza con l’EMDR per darti un’idea di come questa terapia può essere efficace per affrontare il disturbo da stress post-traumatico e altri problemi legati all’ansia.

“Prima di iniziare l’EMDR, ero tormentato da ricordi traumatici che mi facevano sentire ansioso e intrappolato nel passato. La terapia EMDR mi ha permesso di affrontare questi ricordi dolorosi in modo sicuro e progressivo.

Durante le sessioni, il mio terapeuta mi ha guidato attraverso i movimenti oculari mentre ero immerso nei ricordi. Questo ha aiutato a ridurre gradualmente l’intensità delle mie emozioni negative legate a quegli eventi traumatici.

Con il tempo, ho iniziato a sperimentare un notevole sollievo e una maggiore sensazione di controllo sulla mia vita. L’EMDR ha davvero cambiato la mia prospettiva e mi ha dato gli strumenti per affrontare meglio le sfide della vita.”

Se stai cercando una soluzione efficace per superare traumi o ansie, consiglio vivamente di considerare l’EMDR come opzione di trattamento.

Domande frequenti sull’EMDR

Efficacia dell’EMDR: Scopri quanto è efficace il trattamento EMDR e come può aiutarti a superare i tuoi problemi. Leggi di più!

Efficacia dell’EMDR

L’EMDR è un trattamento efficace per il disturbo da stress post-traumatico. Dati hanno dimostrato che il 78% dei pazienti ha sperimentato una significativa riduzione dei sintomi dopo aver seguito l’EMDR.

È importante notare che l’efficacia di questo trattamento non è solo attribuita ai movimenti oculari, ma al processo cognitivo che avviene durante la terapia. Studi hanno anche dimostrato che l’EMDR funziona in modo simile alla terapia di esposizione, che coinvolge la ripetuta esposizione a stimoli che causano ansia.

Nonostante ciò, l’EMDR può essere più efficace nel ridurre i sintomi d’ansia traumatica rispetto ad altri tipi di terapia o all’assenza di trattamento.

Durata della terapia EMDR

La durata della terapia EMDR può variare da persona a persona e dipende dalla complessità dei problemi affrontati. In generale, una sessione di EMDR può durare da 60 a 90 minuti.

Il numero totale di sessioni necessarie per ottenere risultati positivi può variare da 1 a 12 o più. Tuttavia, è importante ricordare che ogni individuo ha un percorso terapeutico unico e che la terapia EMDR può richiedere tempo per affrontare completamente le esperienze traumatiche.

Spesso, i pazienti iniziano a notare miglioramenti dopo alcune sessioni, ma è importante mantenere un impegno costante durante l’intero processo di trattamento per raggiungere risultati duraturi.

Possibili effetti collaterali dell’EMDR: è pericoloso?

Gli effetti collaterali dell’EMDR non sono stati dimostrati come pericolosi. Durante la terapia potrebbero verificarsi alcune reazioni temporanee come sensazioni di stanchezzasogni vividi o emozioni intense.

È importante ricordare che ogni persona reagisce in modo diverso alla terapia e questi effetti collaterali tendono a essere transitori. In alcuni casi, potrebbe verificarsi un aumento temporaneo dell’ansia durante la terapia, ma è un sintomo che di solito diminuisce con il tempo.

La sicurezza del paziente è una delle principali preoccupazioni dei terapisti EMDR e sono disponibili diverse tecniche per gestire eventuali reazioni avverse durante la terapia.

Interruzione della terapia EMDR: cause e conseguenze

Quando si interrompe la terapia EMDR, ci possono essere diverse cause e conseguenze da tenere in considerazione. Una possibile causa potrebbe essere una mancanza di progressi o un senso di frustrazione nel processo terapeutico.

Altre ragioni potrebbero includere la difficoltà a mantenere costanza nella terapiaproblemi finanziari o il rifiuto di affrontare determinati ricordi dolorosi. Interrompere la terapia EMDR potrebbe comportare diverse conseguenze, come un ritorno dei sintomi del disturbo da stress post-traumatico (PTSD) o un senso di sconfitta personale.

Inoltre, potrebbe prolungare il periodo di recupero e richiedere ulteriori sforzi per affrontare i problemi emotivi. È importante riflettere attentamente prima di interrompere la terapia EMDR e discuterne con il proprio terapeuta per valutare le migliori opzioni disponibili.

Conclusione

Conclusioni

La terapia EMDR è una modalità terapeutica validata e efficace per molti, ma come con tutte le terapie, non è universale e potrebbe non essere adatta a tutti. Se stai sperimentando difficoltà con l’EMDR, ciò potrebbe essere attribuito a una serie di fattori individuali o esterni. Tuttavia, ci sono varie vie da esplorare e strategie da adottare per garantire che tu riceva la cura di cui hai bisogno.

È fondamentale aprirsi e comunicare con il proprio terapeuta sulle proprie esperienze; potrebbe essere anche utile considerare l’opinione di un altro professionista o esplorare altre forme di terapia. La chiave sta nel riconoscere che ogni persona è un’entità unica con bisogni e reazioni individuali. Quindi, ciò che funziona per un individuo potrebbe non avere lo stesso effetto su un altro.

La ricerca del benessere emotivo e psicologico è un percorso, a volte complicato, che richiede pazienza, resilienza e adattabilità. Anche se un approccio non fornisce i risultati desiderati, è essenziale non perdere la speranza e continuare a cercare fino a trovare il trattamento più efficace per te. La tua salute e il tuo benessere valgono questo sforzo e dedizione.

Internet e Videogiochi tra i giovani

Uso Problematico di Internet e dei Videogiochi tra i Giovani: Una Sfida Moderna

Un'analisi sull'uso problematico dei videogiochi tra i giovani, esplorando le cause, le conseguenze e gli interventi possibili …

Trauma e deficit dell'attenzione

Trauma e Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD): Sfide Diagnostiche e Approcci Integrati

Scopri le somiglianze tra sintomi da trauma e ADHD, quali difficoltà di concentrazione, regolazione emotiva e iperattività. …