Come Funziona l’EMDR?

Moltissime persone mi chiedono “Dottoressa l’EMDR come funziona?” perchè incuriosite o spaventate dall’immagine di una tecnica antica come l’ipnosi che per molti rappresenta la perdita di controllo su sè stessi. Nulla di più fuorviante e diverso da cosa davvero sia l’EMDR. Cercherò di dare una risposta esauriente a questa domanda in questa pagina.

Per elaborare completamente un ricordo, è necessario lavorare su tutte le quattro parti che compongono un ricordo: la parte sensoriale, emotiva, cognitiva e corporea. L’EMDR è un’approccio terapeutico che permette al paziente di accedere alla rete neurale dove il ricordo è immagazzinato e di elaborarlo in modo che non influenzi più la vita presente.

Il nostro cervello, cosi come tutti gli altri nostri organi del corpo, possiede dei meccanismi fisiologici che permettono di mantenere uno stato di salute e di avviare in caso di malattia dei meccanismi di guarigione.

Pensiamo, ad esempio, alla nostra cute quando ci procuriamo un taglio, o al nostro apparato osseo quando ci procuriamo una frattura; allo stesso modo il nostro cervello, sia durante il giorno che durante la notte elabora gli eventi stressanti (modello della Elaborazione Adattativa delle informazioni, base teorica dell’EMDR).

Tutte le nostre esperienze vengono immagazzinate nel nostro cervello come ricordi. Ogni ricordo è costituito da pensieri, emozioni, immagini, sensazioni corporee, rumori e/o voci, odori.

I ricordi negativi con il passare del tempo e il continuo lavoro della nostra capacità elaborativa perdono intensità e ci fanno soffrire sempre meno.

Cosa succede quando un evento è troppo per noi

Quando un avvenimento è troppo intenso, doloroso, o stiamo attraversando un periodo in cui ci sentiamo particolarmente fragili e quindi con poca energia mentale, il nostro cervello non riesce ad elaborarlo. In tale situazione le emozioni provate, gli odori, i rumori e le voci sentite, le immagini viste, i pensieri avuti vengono memorizzati con la stessa intensità e vividezza del momento in cui è avvenuto e rimangono invariati anche per moltissimi anni.

Il ricordo non elaborato, infatti, viene tenuto separato dal resto della memoria in un magazzino, o meglio in una “rete neurale” che non è collegata ad altri ricordi recenti o passati e quindi non è modificabile dai meccanismi di elaborazione fisiologici. Proprio per questo tale evento continua a farci soffrire come se fosse appena accaduto.

Quando un evento negativo non viene elaborato dal nostro cervello e viene immagazzinato in una rete separata dagli altri ricordi, anche una  parte di noi rimane “bloccata”; è come se  questa nostra parte rimanesse ferma all’epoca in cui è accaduto il trauma,  per lei  è come se il tempo si fosse  fermato.

Proprio perchè non è avvenuta alcuna elaborazione e una parte di noi è rimasta “bloccata” all’epoca del trauma, può accadere che un evento presente, di per sé anche banale,  riattivi il ricordo con la stessa vividezza e intensità del passato. La persona in quel momento  rivive l’evento traumatico come se stesse accadendo in quel momento, pur sapendo, su un piano razionale,  che appartiene al passato.

Esempi clinici nei quali è utile l’EMDR

Ecco alcuni tipici esempi per i quali è certamente indicato un approccio che includa la terapia EMDR:

  • una persona che ha vissuto un trauma da guerra, quando sente un rumore che in qualche modo gli ricorda quelli degli aerei bombardieri, può di colpo riprovare tutto il terrore, le sensazioni corporee provate in guerra;
  • una donna in un momento di intimità con il proprio partner, può di colpo rivivere la paura e le sensazioni provate durante un abuso o una molestia sessuale subita nell’infanzia;
  • un manager, nonostante le proprie competenze, può avere difficoltà a parlare in pubblico, a causa di alcune situazioni spiacevoli vissute durante gli anni della scuola;
  • una persona può avere intensi vissuti di inadeguatezza, nonostante le conferme e gli apprezzamenti ricevuti dall’esterno, a causa di un ambiente invalidante durante l’infanzia;
  • un’altra persona può vivere intense ansie di separazione o timori di essere abbandonato, a causa di eventi accaduti nell’infanzia che non gli hanno permesso di vivere in un ambiente sufficientemente sereno e stabile;
  • un adulto può allarmarsi quando sente abbaiare un cane perché è stato morsicato quando era da piccolo.

Dimenticare ci aiuta?

Razionalmente il pensare o il dirci che l’evento appartenga al passato e non può più farci male non è sufficiente a farci elaborare il ricordo, poiché tali parole non riescono a modificare il contenuto della rete neurale che è costituito anche da informazioni “sensoriali” ed “emotive”.

Ogni ricordo, immagazzinato nelle rete, è costituito, infatti, da 4 parti :

  • la parte sensoriale (visiva: le immagini viste; olfattiva: gli odori sentiti; uditiva : i rumori, suoni e voci sentite);
  • la parte emotiva (l’emozioni provate quando è avvenuto l’evento);
  • la parte cognitiva (i pensieri e le convinzioni negative che ci sono passate nelle mente e che possono essere diventare delle vere e propri credenze su noi stessi)
  • parte corporea coinvolta.

Affinché un ricordo venga completamente elaborato bisogna lavorare su tutte queste quattro parti e perciò far si che entrambi gli emisferi (l’emisfero sx per la parte cognitiva e quello dx per la parte emotiva e sensoriale; nei mancini e in alcuni destrorsi può essere l’inverso) prendano parte al processo di elaborazione.

Terapia EMDR Come funziona

L’EMDR, acronimo di Eye Movement Desensitization and Reprocessing, è una forma di terapia efficace nel trattamento dei disturbi legati a traumi e stress emotivi. Ma come funziona esattamente l’EMDR?

Durante una sessione di EMDR, il terapeuta guida il paziente attraverso una serie di movimenti oculari o altri stimoli bilaterali, come tocchi alternati o suoni, mentre il soggetto si concentra sul ricordo traumatico o stressante. Questo tipo di stimolazione bilaterale sembra facilitare il processo di elaborazione dei ricordi traumatici, permettendo al cervello di rielaborare l’esperienza in modo più adattivo.

L’EMDR si basa sulla teoria che i disturbi psicologici sono il risultato di eventi traumatici non elaborati che sono rimasti “bloccati” nella memoria. Durante la terapia, l’obiettivo è quello di stimolare il sistema di elaborazione dell’informazione del cervello, consentendo al paziente di rielaborare e integrare in modo più sano gli eventi traumatici passati.

Per attivare contemporaneamente entrambi gli emisferi si utilizzano una serie di stimoli che lavorano su entrambi le parti del corpo. Si possono ad esempio somministrare diversi suoni ad intermittenza all’orecchio destro e sinistro, o far seguire con lo sguardo un oggetto che si muove da destra e sinistra, oppure utilizzare un dispositivo con manopole portatili che vibrano in modo alternato.

Durante la fase di trattamento, il terapeuta può chiedere al paziente di descrivere il ricordo traumatico e le sensazioni associate ad esso, mentre contemporaneamente si focalizza sui movimenti oculari o sugli stimoli bilaterali. Questo processo aiuta il paziente a connettere il ricordo traumatico con pensieri più realistici e adattivi, favorendo una riduzione dell’intensità emotiva associata al ricordo.

EMDR vs Terapie cognitive

In sintesi, l’EMDR funziona in quanto permette al paziente di accedere alla rete neurale in cui è immagazzinato il ricordo e di elaborarlo in modo che non influenzi più la vita presente. Al contrario la maggior parte degli approcci psicoterapeutici, lavorando prevalentemente, sulla parte cognitiva, sono assai meno efficaci nel trattare gli eventi tramatici, che siano essi di grande o piccola portata.

Le fasi della Tecnica

Lo stimolo bilaterale alternato fa si che l’emisfero che contiene le emozioni e le sensazioni sensoriali si sincronizzi con quello che contiene l’informazione cognitiva. Durante la sincronizzazione i due emisferi integrano le varie informazioni cognitive, emotive e sensoriali ed è pertanto nuovamente possibile avviare il meccanismo innato di elaborazione degli eventi stressanti.

Durante l’elaborazione, si chiede al paziente di concentrarsi sul ricordo da elaborare e poi lasciarsi guidare dalle associazioni libere che la mente inizierà a creare. Le associazioni che via via verranno prodotte potranno riguardare sia il passato che il presente, sia gli aspetti emotivi e sensoriali che gli aspetti cognitivi.  

Grazi agli stimoli bilaterali che promuovono una continua interazione e integrazione dei due emisferi cerebrali, si riattiverà il meccanismo innato di elaborazione e la rete dove il ricordo è bloccato sarà nuovamente accessibile. 

Progressivamente il ricordo subirà una “Desensibilizzazione” (riduzione dell’attivazione delle emozioni e delle sensazioni negative correlate) e un “Riprocessamento”  (man mano che l’intensità delle emozioni  e delle sensazioni diminuisce il soggetto riesce ad utilizzare le proprie capacità riflessive e a poco a poco i pensieri disfunzionali cominceranno a modificarsi in pensieri più adattativi e volti ad accettare quanto accaduto nella propria storia di vita).

In  questo modo l’evento traumatico può essere archiviato nel passato e non influenzerà più il presente in modo incontrollabile.

Andamento di un cura con EMDR

Durante il corso di una terapia EMDR, il terapeuta segue un determinato percorso per affrontare i ricordi stressanti e/o traumatici del soggetto, iniziando dalla sua infanzia e procedendo in modo cronologico fino all’età attuale. Questo approccio consente di esaminare e risolvere gli eventi del passato che possono avere un impatto negativo sulla vita del paziente.

In alcuni casi, se si è verificato un evento drammatico di recente o se il soggetto non riesce a ricordare specifici eventi stressanti della propria infanzia o giovinezza, ma presenta comunque sintomi che influiscono sulla sua qualità di vita, la terapia può iniziare a partire da questo evento recente o dai sintomi attuali.

Durante il processo di elaborazione dei ricordi, il soggetto avanza gradualmente verso un miglioramento del proprio benessere psicologico. Attraverso l’EMDR, si raggiunge una maggiore consapevolezza di sé e un’integrazione delle esperienze vissute, fino a raggiungere la scomparsa dei sintomi che hanno causato disagio. Questo percorso terapeutico mira a favorire il recupero emotivo e a promuovere una migliore qualità di vita per il paziente.

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